martedì 1 dicembre 2009

154 ) Davide Tarò




DAVIDE TARO' - Scrittore - Vive a Torino

Davide appassionato di animazione giapponese incominciò a scrivere quando trovò in edicola
le dispense che diverranno un voluminoso e preziosissimo libro intitolato Anime al cinema, autore Francesco Prandoni, libro che diventò per lui una sorta di bibbia sul come e sul cosa scrivere.
Il cinema dell’estremo oriente
di Riccardo Esposito, un libro corposo con studi ed approfondimenti di una cinematografia improntata sul fantastico, horror, gore.

Fu una rivelazione leggere tutta quella mole di informazioni e di immagini, e nacque nella sua mente la volontà di poter scrivere un giorno una monografia di un regista che stava cominciando a conoscere più approfonditamente: Oshii Mamoru.

I suoi primi passi consapevoli, furono con Film Tv, scoprendo grazie al giornale che c’era un palinsesto notturno più ramificato di quello che conosceva... capì finalmente, cosa poteva essere davvero il cinema grazie a quella rivista.

Poi all’università fece i passi decisivi, scoprendo che voleva avere a che fare nella sua vita con quella dannata “magnifica ossessione” che era il cinema.

Il professor Dario Tomasi ben sa quanta poca gente tra il 1997 e 98 era interessata agli anime dentro all’università come studenti ed altri, Davide fu uno dei primi a “chiedergli” di poter fare una tesi su questo regista: Oshii Mamoru, la sua risposta fu:

“Prima impara il cinema cosiddetto classico, poi se ne parla”.

Durante gli anni universitari a Davide gli piacque così tanto il cinema che, a parte le matinee cinematografiche in aula video con i suoi amici e compagni come Enrico Mauro, si mise a “fare” cortometraggi con altri amici che aveva conosciuto alle superiori come Luca Perra, Diego Zambon e Enzo Debartolo.

Nacque così la Lorelei Production facendo una serie di corti e dopo alcuni anni
fondò la Yokai productio con Stefano Gariglio producendo Bosco Bigio.

Segui infine la stesura del suo primo romanzo Par Pu Lil: La collina della porpora, prendendo a piene mani da quegli anni adolescenziali.